Anoressia Nervosa: 5 trattamenti di Naturopatia Australiana per uscirne.

 

Cosa devi sapere sull’anoressia e come si presenta

L’anoressia è stata a lungo pensata come un problema della donna – e anche se è vero che storicamente circa il 90-95 % di chi ha sofferto di anoressia nervosa sono state donne, questo disturbo sta diventando molto comune pure tra gli uomini. (1)

Non è sempre facile individuare i segni dell’anoressia in quanto molte persone con disturbi alimentari tentano di mangiare “normalmente” insieme alle altre persone, ma poi mangiano molto poco, o niente quando si trovano da sole. Quando i comportamenti associati all’anoressia diventano evidenti a parenti e amici, queste persone mentono sull’assunzione di cibo, seguendo rigorosamente certi rituali alimentari o regole e spesso facendo dei commenti sul sentirsi “grassi” o poco attraenti.

L’intervento precoce è uno dei modi più importanti per prevenire le complicanze dovute all’anoressia, che possono includere l’infertilità, danni al sistema cardiovascolare, indebolimento delle ossa (o diminuzione della densità ossea), e nei casi più gravi anche la morte.

 

Che cosa è l’Anoressia Nervosa?

Secondo la National Eating Disorders Organization, l’anoressia nervosa è un grave tipo di disturbo alimentare, a volte anche pericoloso per la vita, caratterizzato da diete estreme e perdita di peso eccessivo. Altre definizioni di anoressia, come quella fornita dal dizionario Webster, sono “una malattia fisica ed emotiva grave in cui una paura anormale di essere grasso porta ad abitudini alimentari molto cattive e ad una perdita di peso pericoloso”.

Una caratteristica fondamentale dell’anoressia nervosa è quella di essere estremamente sotto peso. Questo non significa che tutti gli individui che sono sotto peso soffrono di anoressia naturalmente, ma questa condizione non può essere dichiarata tale su qualcuno che non sia di un peso significativamente basso.

 

Il rapporto tra anoressia ed altri disturbi alimentari

Secondo gli esperti, c’è una stretta relazione tra l’anoressia nervosa ed altri disturbi alimentari ufficialmente riconosciuti. Questo può rendere difficile riconoscere e trattare correttamente l’anoressia, che è uno dei motivi per cui il recupero da questo disturbo si dice che sia così duro e il trattamento molto complesso. Oggi esistono due tipi principali di anoressia: l’anoressia nervosa con abbuffate/condotte di eliminazione e anoressia nervosa restrittiva.

Nel primo tipo l’anoressia porta ad episodi di abbuffate. Non è raro per i pazienti anoressici segnalare di trovarsi alle prese con un disturbo da alimentazione incontrollata, detto anche bulimia  nervosa, insieme a condotte di eliminazione quali ad esempio il vomito indotto, l’assunzione di lassativi o l’esercizio fisico eccessivo, in quanto il mangiare poco può causare un istinto forte a mangiare troppo.

Nel caso dell’anoressia restrittiva invece le persone raramente consumano grandi quantità di cibo e calorie in una sola volta, limitando fortemente la loro assunzione.

 

Segni dell’anoressia nervosa

I segnali di pericolo e i comportamenti più comuni associati all’anoressia nervosa includono:

 

  • una drastica perdita di peso intenzionale o frequenti variazioni di peso. Coloro che non hanno disturbi alimentari di solito mantengono un peso relativamente stabile o avviene un lento aumento di peso con l’invecchiamento, ma frequenti variazioni di peso che possono essere molto estreme, sono dovute sicuramente ad un disturbo alimentare;
  • limitare in modo rigido il numero di calorie e i tipi di alimenti consumati;
  • intensa paura dell’aumento di peso, che spesso porta a ossessione ed ansia;
  • impegnarsi in comportamenti insoliti e persistenti al fine di prevenire l’aumento di peso. Cercare di seguire delle regole dietetiche rigide è molto comune tra gli anoressici. Ad esempio, le regole possono includere mangiare solo in determinati momenti della giornata, mangiare solo un piccolo numero di calorie al giorno, che mette il corpo in modalità di avere sempre fame, o di mangiare solo un numero limitato di alimenti “sicuri”. Di solito rompere queste regole porta al senso di colpa o all’estrema ansia per l’aumento di peso;
  • bassa autostima, in particolare per le persone che considerano solo l’immagine del proprio corpo e come appare;
  • incapacità di apprezzare le conseguenze del disturbo alimentare, tra cui il non voler ricevere un aiuto o di ammettere di avere un problema (negazione della gravità della situazione);
  • negazione del senso di fame, mentire su comportamenti alimentari, rifiuto di mangiare in presenza di altre persone o in situazioni sociali, il ritiro dalle situazioni sociali normali e mostrare scuse coerenti per evitare situazioni che coinvolgono il cibo;
  • e’ molto comune nell’anoressia praticare un eccessivo allenamento fisico, ovvero una quantità eccessiva di esercizio rigido e malsano. L’esercizio fisico è visto come un modo per “bruciare” le calorie e prevenire l’aumento di peso, che aiuta a diminuire la paura e l’ansia;
  • evitare gli amici e le attività abituali;
  • spesso questi segnali sono associati ad altri disturbi mentali, tra cui quelli legati alla depressione, l’abuso di sostanze stupefacenti o di farmaci.

 

A causa dell’anoressia e del consumo ridotto di calorie, che invece il corpo ha bisogno per funzionare correttamente, possono presentarsi, come risultato, molti problemi di salute.

Le complicazioni fisiche e mentali connesse con l’anoressia possono includere:

 

  • cambiamenti mestruali, mestruazioni irregolari o infertilità. L’amenorrea, o l’assenza anormale di mestruazioni per tre cicli mestruali consecutivi, è comune tra le donne con anoressia. Nelle  donne in età riproduttiva poi, questa condizione può causare sterilità o difficoltà a rimanere incinte, oltre che ad un più alto rischio di aborto spontaneo e complicazioni durante la gravidanza;
  • depressione, affaticamento, scarsa motivazione e letargia;
  • ritiro sociale e isolamento;
  • disturbi cognitivi, annebbiamento mentale, disorientamento e talvolta vertigini;
  • variazioni del ritmo cardiaco e pressione sanguigna, tra cui palpitazioni, abbassamento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna;
  • perdita di massa muscolare, debolezza e talvolta indolenzimento o dolori veri e propri;
  • riduzione della densità ossea (osteoporosi). Questo è causato da ossa fragili e asciutte, a causa di un basso apporto calorico e di nutrienti. Questo è un effetto grave e a volte irreversibile di malnutrizione che può svilupparsi in giovane età e portare a fratture o altre complicazioni lungo la via;
  • pelle secca e, talvolta, desquamazione della pelle o decolorazione (tra cui pelle molto pallida, con apparenza da malato o stanco);
  • sviluppo di lanugine, cioè capelli fini morbidi che crescono in modo anomalo sul viso e sul corpo. Alcuni credono che questo è un modo del corpo di cercare di mantenere la sua temperatura interna nella normalità;
  • sensazione di freddo spesso, specialmente nelle dita dei piedi, mani ed estremità;
  • diradamento dei capelli, in quanto l’apporto calorico non fornisce abbastanza nutrienti per sostenere la crescita di capelli sani;
  • tra le giovani donne (tra i 15-24 anni) che soffrono di anoressia nervosa, il tasso di mortalità associato con la malattia è di 12 volte superiore al tasso di mortalità di tutte le altre cause di morte. (2)

 

Cause e fattori di rischio associati all’anoressia nervosa

In generale, i disturbi alimentari non vengono ritenuti essere causati da una sola cosa, ma piuttosto da una combinazione di diversi fattori che si sovrappongono. Questi possono includere la suscettibilità genetica, l’educazione, l’influenza dei media, la pressione o il bullismo da parte dei coetanei o familiari, coesistenti disturbi mentali, una storia di distorsione dell’immagine del corpo, e l’uso di droghe e sostanze che indeboliscono il funzionamento cognitivo. La ricerca mostra anche che i fattori neurobiologici, quali il malfunzionamento di serotonina nel cervello, i tratti della personalità e le esperienze di vita traumatiche, possono essere tutti fattori associati allo sviluppo dei disturbi alimentari. Infine, anche mettersi a dieta per molti anni è un altro fattore di rischio significativo.

Se consideriamo che la maggior percentuale di persone affette da anoressia nervosa sono donne, c’e’ da fare una riflessione profonda per quanto riguarda la ferita del femminile e come nel tempo “l’involuzione” ad una società patriarcale abbia contribuito al declino del potere della donna stessa, con le dovute conseguenze sul suo benessere a tutti i livelli. Molte donne infatti soffrono di quei processi dell’essere donna, sia fisicamente che psicologicamente. Le esperienze del menarca (la prima mestruazione) ed il ciclo mestruale in generale costituiscono la maggior parte dell’esperienza totale dell’essere donna, producendo un impatto forte sull’autostima e fiducia di se’ per sapersi accettare esattamente così come e’, senza desiderare di essere diversa.

 

Le persone che sembrano essere a più alto rischio di sviluppare l’anoressia includono:

 

  • chiunque abbia una storia di ripetute diete o di un altro disturbo alimentare. Ad esempio nei casi di dieta a lungo termine e dieta fin dalla giovane età possono portare a paura intensa circa l’aumento di peso. Inoltre l’utilizzo di “condotte di eliminazione” associato alla bulimia nervosa, come l’utilizzo di lassativi o il vomito indotto, può contribuire alla ritenzione idrica e al desiderio di cibo che aumenta ancora di più l’ansia dell’immagine del corpo;
  • le persone con altre malattie psichiatriche, tra cui l’ansia, la depressione, il disturbo bipolare, il disturbo della personalità multipla e il disturbo ossessivo compulsivo;
  • le persone con una storia familiare di anoressia o altri disturbi alimentari;
  • gli adolescenti ma anche le persone di mezza età;
  • le persone che tendono ad avere una personalità molto ambiziosa, che sono rigide con se stesse, persuasive, che controllano, manipolano, sono inflessibili e critiche;
  • chiunque abbia subito abusi sessuali, abusi fisici, traumi recenti o soffre di disturbo da stress post-traumatico. Ciò dipende dal fatto che lo stress cronico o eventi emotivi traumatici non risolti contribuiscono alla diminuzione dell’autostima, all’isolamento sociale, alla depressione, alla vergogna, all’insicurezza, agli sbalzi d’umore e difficoltà a relazionarsi con gli altri;
  • coloro che hanno problemi di abuso di sostanze, tra cui alcol, marijuana, prescrizioni di farmaci o altre droghe illegali. Alcuni studi hanno visto che l’abuso di alcol e altre sostanze sono quattro volte più comuni nelle persone con disturbi alimentari rispetto alla popolazione generale;
  • le persone che in passato hanno abusato di sostanze per la perdita di peso, come erbe, lassativi, tè o farmaci.

 

5 Trattamenti naturali per l’anoressia nervosa

 

  1. Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) e EMDR

Secondo gli esperti della Mayo Clinic, “L’anoressia non è realmente di cibo. E’ un modo malsano per cercare di far fronte ai problemi emotivi. Quando si ha l’anoressia, spesso si equipara la magrezza con l’autostima“. (3) La terapia cognitivo comportamentale (o CBT) è un modo per coloro che soffrono di anoressia di iniziare a  scoprire quei modelli di pensiero legati alla bassa autostima e l’ossessione per quanto riguarda la necessità al controllo della magrezza e dell’apparire “attraente” agli altri.

La CBT è una sorta di “terapia della parola” che si concentra su come cambiare i pensieri negativi insieme a modelli comportamentali che sono coinvolti nel mantenimento del disturbo alimentare.

Negli ultimi anni e’ stata impiegata anche la tecnica psicoterapeutica chiamata EMDR ((Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Questa metodologia, utile per il trattamento di disturbi causati da eventi stressanti o traumatici, sfrutta i movimenti oculari alternati, o altre forme di stimolazione alternata destra/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, permettendo così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali.

Uno studio ha comparato le due tecniche in soggetti affetti da anoressia e hanno trovato che nei due gruppi trattati, quello in cui i soggetti erano stati sottoposti alla EMDR rispondevano meglio in termini di velocità di risoluzione e di aumento di assunzione di cibo e di peso rispetto a quelli trattati con la CBT (4).

Altri tipi di terapie utilizzate per il trattamento di disturbi alimentari possono includere la terapia familiare, la terapia analitica cognitiva e la terapia psicosociale.

 

  1. Aiuto di un nutrizionista o dietista

Un nutrizionista e / o terapeuta può aiutare una persona che lotta con l’anoressia, offrendo il giusto orientamento e sostegno nel mangiare una dieta equilibrata che comprenda abbastanza energia (calorie) e nutrienti specifici, al fine di soddisfare le esigenze del corpo e prevenire i sintomi di peggioramento. Il fabbisogno calorico esatto ed i piani alimentari dipendono dallo stato specifico di salute del paziente, la volontà di cambiare la dieta e i suoi sintomi.

In alcuni casi, è necessario trattare le complicanze esistenti e prevenire gravi problemi di salute come lo svenimento, l’insufficienza cardiaca, etc con delle cure ospedaliere. Questi trattamenti possono includere programmi di degenza, ospedalizzazione parziale, ambulatoriale intensivo e / o di assistenza residenziale in un’unità specializzata in disordini alimentari. Durante il soggiorno il paziente viene introdotto ad una varietà di alimenti con il supporto di un consulente. I pazienti sono anche monitorati per verificare la presenza di miglioramenti di salute e dei comportamenti alimentari.

 

  1. Sostegno di familiari e amici

Il sostegno di familiari e amici di un paziente può essere estremamente utile per superare la malattia. Se un paziente effettua la transizione da una struttura ospedaliera a casa, i membri della famiglia vengono di solito preparati al fine di gestire gli orari dei pasti e le fluttuazioni emotive in modo pratico e vantaggioso.

La famiglia o gli amici intimi possono aiutare il paziente a ricostruire l’intimità e la fiducia negli altri, possono contribuire a migliorare l’autostima, insegnare la capacità di interdipendenza e di comunicazione, impostare limiti appropriati, fornire un feedback utile, e sono lì per offrire la compassione, l’empatia ed un senso di vicinanza nei momenti difficili.

 

  1. Le essenze floreali australiane di supporto

La floriterapia può essere un valido supporto per armonizzare le emozioni e i pensieri delle persone che soffrono di anoressia, soprattutto per recuperare quegli stati di pace e connessione interiore che a causa di questa condizione vengono pesantemente messi alla prova.

  • Boronia: per l’ossessione di perdere peso. Quando la persona anoressica ha una visione a tunnel sul cibo assunto e il peso, e’ eccessivamente concentrata su entrambi. Il Boronia aiuta ad alleviare queste tendenze ossessive e ripetitive (5).
  • Sundew è un’ottima essenza per l’immagine distorta del proprio corpo, per cui la persona non può vedere cosa sta realmente accadendo ed e’ completamente scollegata da esso. Il Sundew aiuta la persona a connettersi di nuovo alla realtà della situazione, al proprio corpo, quindi è un rimedio molto importante per chi soffre di anoressia (6).
  • Hibbertia: le persone anoressiche sono molto rigide con se stesse e fanatiche circa la loro assunzione di cibo e dispendio energetico. Sanno quante calorie ci sono nel loro cibo e quale tipo di esercizio fisico hanno bisogno per bruciarle. Queste persone sentono un dolore reale nell’avere tanta fame, ma sono disposte a passarci sopra perché è un modo per perdere peso. Hibbertia funziona molto bene quando la persona è eccessivamente severa con se stessa, fino al punto di mostrare un’auto-abnegazione mista a fanatismo (7).
  • Illawarra Flame Tree: a volte l’anoressia viene utilizzata come strumento per mantenere il corpo di un bambino e questa essenza è indicata proprio per quelle persone che hanno la paura di crescere, che vogliono rimanere bambini, al fine di evitare le responsabilità di diventare adulti (8).

 

  1. Aumentare l’autostima in altri modi

Altri modi efficaci per alleviare lo stress, rafforzare l’autostima e la fiducia in se stessi includono:

 

  • fare qualcosa di creativo e divertente ogni giorno, come un hobby o opere d’arte;
  • praticare la meditazione in un contesto di gruppo, come nello yoga, tai chi o con altri esercizi mente-corpo;
  • provare nuove attività, entrare in un team o in un gruppo di volontariato;
  • scrivere in un diario. Questo può includere fare una “lista valori” di qualità che sono importanti per il proprio benessere oltre all’apparenza fisica;
  • trascorrere più tempo all’aperto in natura, fare passeggiate, nuoto, escursioni a piedi;
  • praticare esercizio fisico in modo sano, magari facendosi seguire da un personal trainer;
  • tecniche di respirazione profonda e stretching per alleviare lo stress del corpo;
  • praticare la preghiera e altre forme di spiritualità, meditazione e contemplazione che possono aumentare un senso di connessione e di scopo nella vita;
  • promuovere rapporti sociali con persone di supporto (gli studi dimostrano che le nostre relazioni sono una delle cose che ci rendono più felici).

 

Referenze:

 

  1. https://www.nationaleatingdisorders.org/males-and-eating-disorders
  2. https://www.nationaleatingdisorders.org/get-facts-eating-disorders
  3. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/anorexia/home/ovc-20179508
  4. https://emdria.omeka.net/items/show/19334
  5. http://ausflowers.com.au/Boronia-15ml
  6. http://ausflowers.com.au/Sundew-15ml
  7. http://ausflowers.com.au/Hibbertia-15ml
  8. http://ausflowers.com.au/Illawarra-Flame-Tree-15ml

 

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